domenica 24 gennaio 2010

martedì 19 gennaio 2010

Non rassegnatevi di fronte all'ordine prestabilito!



Di cosa staranno parlando queste donne?
La forza del gruppo è non essere più spettatori passivi delle cose:
il bello non è guardare le cose
ma stare con le persone che le guardano.

TdS

"Circolo di chiacchiere"-Lago Maggiore foto di Claudio426.

giovedì 14 gennaio 2010

mercoledì 6 gennaio 2010

Discorso di inizio anno: padri che cambiano



La fine di questo millennio, con la caduta del muro di Berlino, ha assistito alla caduta delle ideologie come momento fondante i valori della nostra società. Il mondo si è orientato verso una liberalizzazione totale e globale anche sul piano economico e politico con pesanti ripercussioni sul sociale.
Con la caduta delle grandi ideologie si assiste anche alla progressiva scomparsa del "pater familias" e quindi di un certo tipo di padre autorevole, appassionato, ricco di principi da trasmettere alle nuove generazioni.
In alcuni casi, in quelli "deviati", il "pater familias" è stato purtroppo anche un feticcio autoritaristico e prepotente più che autorevole e appassionato.
Tra il tipo di padre autorevole, cardine della sana famiglia patriarcale, e l'attuale padre si è creato un vulnus che deve essere ancora colmato.
Padri nè autorevoli nè appassionati che cercano vanamente restaurazioni autoritaristiche si palesano purtroppo sulla scena politica, nelle scienze e nell'istruzione. Ma dureranno poco pur facendo molti danni.
Nell'underground della nostra società si sta affermando invece un nuovo tipo di padre contemporaneo, capace di dare limiti autorevoli ai propri figli e di prenderli per mano in un viaggio che li condurrà al riconoscimento della proprio valore di persona.
Ma questi padri, faticano ad essere modelli visibili, ad occupare posti convincenti in politica, nel campo delle scienze e dell'istruzione. Poichè le società devono ancora digerire un simile traumatico passaggio vi sono sacche di resistenza.
Nel frattempo, mentre famiglie fortunate si godono i nuovi padri reali, mediaticamente ci dovremo sorbire per un pò di tempo ancora o i falsi "pater familias" o quelli nè carne nè pesce "burocratici".
Vi propongo il discorso straordinario del vecchio padre Sandro Pertini confrontato con il preambolo di quello dell'attuale Presidente della Repubblica.
Bastano pochi minuti per capire che quest'ultimo parlando di "spirale" non prende posizioni, non trasmette alcuna passione, non crede nella sua possibilità di essere decisivo. La sua preoccupazione è di non individuare un colpevole, di non scontentare nessuno. Inutile proseguire ad ascoltarlo. Un discorso impostato così non trasmetterà nulla. Eppure l'argomento trattato dai due Presidenti è il medesimo.
Vale la pena invece di riascoltare l'attualità di Sandro Pertini, la sua enfasi, la sua passione, il suo parlare per esperienza diretta, il suo prendersi la responsabilità di dire ciò che vede.
Sapendo che padri così non potranno più esistere e in attesa che i "nuovi padri" siano modelli più visibili godiamoci un frammento di uno degli ultimi padri autorevoli che la Repubblica ricordi.
Facciamoci un bagno di passione, di coraggio, di speranza.
Buon 2010 a tutti gli amici delle Terme.

Andrea Giannelli

venerdì 25 dicembre 2009

Dono di Natale: le regole del gioco



Saremo grati a quelle persone che amandoci ci fanno conoscere il male il più tardi possibile, come mettessero il loro corpo a far da scudo su di noi, ancora troppo innocenti e inesperti. La migliore narrazione possibile è il più grande dono che ci si possa aspettare. Questo dono è tanto coraggioso perchè prevede che non sia riconosciuto come tale da chi lo riceve se non dopo molti anni e forse mai. L'ebbrezza che proviamo nel fare un simile dono sta nell'emozione di pensare che chiunque altro un giorno potrà comportarsi così con noi: il senso del dono sta nell'energia vitale dello scambio.
Camminate per le strade e frequentate i vostri luoghi con lo sguardo di chi si attende un simile dono, guardatevi tutti con lo sguardo di chi vuole scoprire chi sarà il suo predestinato e giocate a indovinare chi comincia, quando scatterà una simile gara sarà un gioco entusiasmante e commovente.


Andrea Giannelli-TdS

L'euforia dell'identità



"Ma è uno squallore, uno squallore" disse la signora, e la sua voce vibrava di sofferenza, come se la stessero violentando "è lo squallore imbellettato!E noi siamo quelli che imbellettano lo squallore!".
"Esattamente"disse Leroy. E Chantal avvertì in quell'esattamente il piacere che gli procurava la sofferenza della distinta signora.
"Ma allora dove sta la grandezza della vita?Se siamo condannati al cibo, al coito,alla carta igienica, chi siamo noi? E se solo di questo siamo capaci, che orgoglio può mai darci il fatto di essere, come ci fanno credere,individui liberi?".
Chantal guardò la signora e pensò che era la vittima ideale di un'ammucchiata. La immaginò mentre la spogliavano e incatenavano il suo corpo sfiorito e distinto, e la costringevano a ripetere le sue ingenue verità intanto che gli altri,davanti a lei,copulavano e si esibivano...
Leroy interruppe le fantasie di Chantal: "la libertà?Vivendo il proprio squallore, ciascuno può essere felice o infelice. la libertà consiste appunto in questa scelta.Ciascuno è libero di dissolvere la propria individualità nel pentolone della moltitudine provando o un senso di sconfitta o un senso di euforia. QUANTO A NOI, MIA CARA SIGNORA, ABBIAMO SCELTO L'EUFORIA".

Da "L'identità" di Milan Kundera 1997

martedì 15 dicembre 2009

L' amore al rallentatore (e la sua musica)



A volte l'amore vive al rallentatore nel sensuale dettaglio di ogni singolo gesto e si espande dentro nello splendido tempo dell'attesa.
L'amore e il nostro vivere sono tutto quello che accade tra gli eventi.

TdS



Opera del nostro frequentatore Massimo Scognamiglio* per le Terme del Sé

* Conosci Massimo in "spogliatoi"!

mercoledì 9 dicembre 2009

Come onde del mare



Le persone sono come onde del mare. Mai nessuna uguale mai nessuna ritorna.
Ognuna è l'onda per l'eternità di un istante. Nessuna muore solo ritorna al mare…